Nel 1945, quando suo padre scompare, inghiottito nelle spaventose voragini carsiche, Egea è solo una bambina. Ancora non sa che a breve inizierà la sua vita di esule, che la costringerà a lasciare la sua terra e ad affrontare un futuro incerto, prima in Sardegna, poi a Bolzano, accudita da una zia che l’amerà come una figlia. La geografia del cuore di Egea Haffner avrà però sempre i colori, gli odori e i suoni di Pola, la sua città. Ed è una geografia che custodisce la sua storia personale, ma è anche parte della nostra vicenda nazionale: nella sua memoria si riflette il dramma di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra. Il suo racconto tiene accesa la luce della memoria e si fa simbolo della storia di chiunque ancora oggi sia costretto a lasciare la propria casa.
Egea Haffner, simbolo della tragedia dell’esodo istriano-dalmata, nasce a Pola il 3 ottobre 1941 da Kurt Haffner ed Ersilia Camenaro. Orfana di padre ed esule, abbandona Pola nel luglio 1946 per raggiungere Cagliari insieme alla madre. Nel 1947 è affidata alla nonna e agli zii paterni che si erano stabiliti a Bolzano. Oggi vive con il marito Giovanni a Rovereto, circondata dall’affetto delle due figlie e delle sei amatissime nipoti.

Gigliola Alvisi vive nei pressi di Padova, con il marito reporter e un cane a macchie bianche. Ha due figli grandi e una vera passione: leggere, leggere e ancora leggere. Nel 2015 ha vinto il Premio Il Battello a Vapore con il libro Piccolissimo me. Con Una rivoluzione di carta vuole raccontare, come fa IBBY ogni giorno, che i libri sono ponti tra ragazzi, idee e culture.
Tra i suoi romanzi più celebri troviamo: Tempesta di libertà. La storia di Giacomo Matteotti a 100 anni dal delitto 2024, Rizzoli. Storie senza frontiere, 2024, Piemme. Ilaria Alpi. La ragazza che voleva raccontare l’inferno 2014, Rizzoli. La bambina con la valigia, 2022, Piemme.
